di Alessandro Melioli


In vista del primo Incontro di Volàno – Reggio Emilia di Giovedì 23 Luglio alle ore 18.30 sul tema dell’innovazione sostenibile dell’Appennino, scaldiamo i motori con un’intervista a un giovane professionista che, a dispetto della retorica che ritiene i giovani poco propensi a fare sacrifici e a spendersi per il recupero delle aree interne, ha deciso di costruirsi un percorso lavorativo e di vita in stretto contatto col territorio montano. Lui è Ettore Giampellegrini e ci racconta l’avventura della sua Cooperativa Sociale Comunità Martamaria

Ciao Ettore! Innanzitutto ti ringraziamo per la disponibilità a fare due chiacchiere con noi di Volàno. Per iniziare, ti chiediamo di presentarti. Raccontaci un po’ chi sei, che percorso hai alle spalle e che ruolo hai nella Comunità Martamaria.

Ciao a tutti, è un grande piacere per me partecipare a questa intervista. Ci tengo a ringraziare voi di Volàno, perché è attraverso il lavoro di realtà come la vostra che si dà l’opportunità alle persone di conoscere meglio l’Appennino e tutte le realtà, spesso poco conosciute, che appartengono a questo territorio. Io mi chiamo Ettore Giampellegrini, ho 29 anni, sono diplomato in Agraria e sono socio della Cooperativa Sociale Martamaria di Maro nel comune di Castelnovo né Monti, centro di riferimento dell’Appennino di Reggio Emilia. Scelsi di studiare Agraria perché fin da ragazzo volevo lavorare in questo settore; difatti, terminato il ciclo di studi superiori, andai subito a lavorare in Cooperativa, la quale fu fondata da mio padre nel 2004 e che fu poi trasformata in Casa Famiglia. Da allora, lavoro sempre qui. Inoltre sono anche educatore, in quanto ho frequentato diversi corsi per imparare a gestire situazioni di fragilità e per sapermi comportare a livello psicologico con persone in difficoltà. Essendo la nostra Cooperativa anche una Casa Famiglia, questo aspetto è centrale.  

Quali servizi e che prodotti offre nello specifico la Comunità Martamaria? Sappiamo inoltre che voi non solo siete una Cooperativa Sociale di prodotti biologici, ma soprattutto una comunità che fa dell’accoglienza e del rispetto del prossimo, così come della cura della natura e del territorio, i vostri fiori all’occhiello. Come questi fattori incidono sulla vostra attività rispetto ad altre realtà che svolgono il vostro stesso mestiere, ma in ottica più “imprenditoriale”? E quanto questi fattori sono apprezzati dai vostri clienti?

Sì esatto, la Comunità offre soprattutto accoglienza a persone disagiate, principalmente con problemi di ordine psicologico o dipendenze varie. Valore fondante è l’ospitalità, intesa come recupero e accoglienza di queste persone nella nostra Casa Famiglia. Ritengo che l’attività da noi svolta sia molto differente rispetto ad altre strutture di recupero che lo fanno in ottica di “business”; qui l’accoglienza è curata dai soci e dai volontari ed è basata sulla carità fraterna. Infatti, sia come Cooperativa, sia come famiglia, cerchiamo di applicare i principi evangelici di lavoro, preghiera e aiuto reciproco. 

Esiste ovviamente un’attività agricola che sostiene la Comunità. Coltiviamo i terreni adiacenti alla nostra casa; in particolare siamo specializzati nella produzione di frutti di bosco biologici, sempre nel massimo rispetto della natura. I nostri prodotti, che siano frutta fresca, squisite confetture o preziosi nettari, sono poi commercializzati in tutta la provincia. Si possono trovare senza problemi in alcuni negozi o supermercati della città. L’attività produttiva è un’importante risorsa sia per lo sviluppo economico della Comunità sia per tenere occupati, attraverso una fonte di impiego, coloro che ci vivono e versano in condizioni di difficoltà. Per quanto riguarda il valore aggiunto rispetto ad altre realtà che sono solo aziende agricole o comunità di recupero, ritengo che la dimensione familiare che si respira nella nostra Comunità sia ciò che i nostri ospiti e le loro famiglie apprezzano particolarmente. Qui siamo sempre pronti all’ascolto e ad andare incontro alle esigenze delle persone bisognose. Il nostro ruolo inoltre non si esaurisce nelle attività della Cooperativa, ma collaboriamo anche sul territorio coi servizi sociali di zona e con la nostra parrocchia.

A noi come Volàno sta particolarmente a cuore il tema dei giovani in connessione al rilancio delle aree interne del nostro Paese. Riteniamo che solo investendo sulle future generazioni e su forme innovative e sostenibili di sviluppo dei territori – come appunto quello appenninico – si potrà garantire un avvenire luminoso alla nostra Italia in questo secolo globalizzato. Dal tuo punto di vista, partendo ovviamente dalla tua esperienza personale, cosa spinge un ragazzo o una ragazza a intraprendere un percorso come il vostro? E secondo te, c’è spazio per i giovani e per l’attuazione di idee innovative nella realtà dell’Appennino Reggiano?

Bella domanda! Diciamo che nel mio settore, ossia quello agricolo, non vedo molta voglia da parte dei giovani di impegnarsi in attività di questo tipo, in quanto è innegabile che coltivare la terra sia un lavoro molto duro. Mi accorgo che i giovani, soprattutto quelli più piccoli, tendono a tirarsi indietro perché pensano che ci sia soltanto da fare fatica e che i guadagni siano minimi. In realtà, il vero valore che ti dà questo lavoro è la soddisfazione nel vedere crescere dal terreno il frutto dei tuoi sforzi. Personalmente non mi vedrei da nessuna altra parte: amo quello che faccio e trovo che alla fine sia questo ciò che conta, ossia sentirsi realizzati e importanti con quello che si fa. Non mi vedrei affatto chiuso in un ufficio attaccato a un computer: questa è la mia passione e la porto avanti, nonostante tutte le difficoltà dovute a fattori ambientali o, come per ogni settore, ai vincoli imposti da regole e burocrazia. Per cui l’invito ai giovani è di lasciare stare le illusioni del faticare poco e guadagnare tanto e iniziare a guardarsi intorno perché le opportunità ci sono, anche qui in montagna. Certo, c’è da faticare molto e ci vuole molto tempo prima di raccogliere i frutti del proprio impegno, ma col sacrificio e la costanza si ottiene tutto. 

Se doveste pensare a 3 proposte di rilancio del vostro territorio montano a partire da problematiche che sentite cogenti, quali vi verrebbero in mente? E perché?

Sicuramente migliorare le infrastrutture per agevolare la gente che abita qui e viaggia per lavoro, o per coloro che vogliono venire in Appennino. In particolare, mi riferisco alla riqualificazione di strade, territori e sentieri attorno alla Pietra di Bismantova, che è il nostro punto di forza a livello turistico e paesaggistico. Purtroppo i percorsi intorno alla Pietra sono poco curati e tenuti male ed è un vero peccato perché questa, orgoglio e simbolo dell’Appennino Reggiano, potrebbe attrarre migliaia di visitatori a livello nazionale [la Pietra di Bismantova è citata anche da Dante nel Purgatorio; ndr]. Magari si può pensare a qualche pista ciclabile/pedonale oppure a dei percorsi per escursioni per sfruttare al meglio ciò che offre questa zona. Poi occorre assolutamente pubblicizzare di più l’Appennino e cercare di valorizzarne i territori, così come incentivare economicamente chi vuole aprire un’attività in montagna, soprattutto i ragazzi giovani che vogliono aprire negozi, locali, agriturismi e imprese.

Sarebbero tante le domande e le curiosità da porvi. Intanto ci lasciamo con queste ultime riflessioni, invitando poi tutti i nostri lettori a seguirvi sui vostri canali social e magari a passarvi a trovare di persona! Come immagini Martamaria da qui a 5 anni? E quali progetti avete in mente per il futuro? 

I progetti già esistenti vanno nella direzione dell’espansione della struttura per potere accogliere più persone, in quanto le richieste sono molte. Desidereremmo inoltre essere sempre di più una realtà di appoggio ai servizi presenti sul territorio, anche alle richieste che arrivano alla nostra parrocchia, mediante l’ausilio e l’impiego di volontari esterni o di persone desiderose di dedicare la propria vita al servizio degli altri. E poi continuare a investire nella coltivazione dei nostri terreni per portare sulle tavole prodotti sempre più buoni e genuini. L’invito è certamente di passarci a trovare, non rimarrete delusi!