di Andrea Tenconi


Siamo costantemente bombardati da numeri, attraverso i quali misuriamo gli inarrestabili progressi della realtà quotidiana: la quantità sterminata di cifre che riempie giornali, programmi televisivi e conferenze, viene attentamente raccolta per poter essere elaborata sotto forma di dati, informazioni e grafici, così da permettere una lettura consapevole del passato e del presente. Compito degli esperti deve essere quello di trovare un “senso” a questi numeri, collegandoli fra loro in modo tale da individuare dei modelli di riferimento, delle tendenze che rappresentino un continuum sul lungo periodo.

Un’importante evoluzione di questo concetto è rappresentata dai megatrend: il prefisso -mega, derivato dal greco, vuole evidenziare la forza dirompente che questi sono capaci di sprigionare su un lasso temporale considerevolmente più ampio rispetto alle mode passeggere: consapevoli del proprio significativo impatto sulla realtà, i megatrend sono tendenze globali capaci di influenzare la stessa percezione del presente. Rappresentano il vero motore del cambiamento, spingendo prepotentemente creatività ed innovazione: sono mutamenti profondi della società e dell’economia, capaci di originarsi dall’interazione continua tra elementi molteplici, arricchendo la consapevolezza sull’ora e adesso.

Non si tratta, tuttavia, di elementi propri della sola teoria economica: essi evolvono in maniera indipendente rispetto ai cicli economici, affermandosi nella capacità di ridisegnare continuamente l’evoluzione ed il progresso. Investigatori ed investitori dimostrano ogni giorno come lungimiranza e diversificazione siano le due armi a sostegno di un’economia (e di una società) sempre più frazionata e discontinua, dove appare difficile riuscire a vedere oltre le lenti appannate che offuscano il domani.

A partire dal 2016, e con cadenza annuale, l’organizzazione di consulenza Italian Institute for the Future pubblica il report Long-Term Megatrends, andando ad individuare dieci megatrend, emergenti o in fase di consolidamento, che rappresentino eventi e fenomeni del proprio tempo. Concentrare l’attenzione su uno solo dei campi “del fare e del sapere” rischierebbe di circoscrivere il progresso ad aree eccessivamente restrittive; per questo motivo, i megatrend possono essere individuati in una molteplicità impressionante di cambiamenti e mutamenti. Si citano qui, a titolo puramente esemplificativo, tre dei megatrend individuati per il 2020, lasciando al lettore l’arduo compito di interrogarsi sulla portata di questi elementi.

La supremazia quantistica, finora una questione privata tra Google ed IBM, rappresenta l’ultimo orizzonte progettuale in termini informatici: l’efficace funzionamento dei computer quantistici, capaci di operare a velocità esponenzialmente più veloci rispetto ai super-computer tradizionali, potrebbe rivoluzionarne l’impiego in una molteplicità di settori, dalla medicina alla finanza all’intelligenza artificiale. Costruire e gestire le infrastrutture digitali del futuro sarà la vera sfida dei prossimi anni, un fattore che determinerà le nuove gerarchie del potere mondiale.

Toccando aree ben più “umane”, sono anni che si discute del crescente divario tra città e provincia in termini sociali e, soprattutto, elettorali, con i due scenari spesso contrapposti su importanti decisioni politiche (la Brexit e le elezioni americane sono state un’evidenza di questa frattura); a questo si aggiunge il dannoso conflitto intergenerazionale, che rischia di frammentare ulteriormente una società mai così divisa al proprio interno. Lo sviluppo demografico e l’esplosiva conflittualità sociale (e culturale) saranno probabilmente alla base di profondi interrogativi in un futuro non così prossimo.

Dal 2007, anno in cui tale espressione venne coniata, si parla sempre più insistentemente di Green New Deal: si tratta di un ambizioso piano globale capace di contrastare i cambiamenti climatici, e al tempo stesso promuovere una crescita economica sostenibile. Le differenze ideologiche, evidenziate dalla lontananza tra l’approccio europeo (l’European Green Deal, varato dalla Commissione Europea) e quello americano (il Green New Deal alternativamente proposto dal candidato presidente Joe Biden e dal suo partito) sottolineano ancora una notevole mancanza di chiarezza nelle azioni e negli obiettivi.

Arrivati a questo punto dell’articolo, i più curiosi avranno già provato ad inserire il termine “megatrend” nella barra di un qualsiasi motore di ricerca: ecco, vi accorgerete di come i primi risultati siano perlopiù attinenti a relative opportunità d’investimento. La domanda sorge spontanea: perché i megatrend dovrebbero influenzare il nostro modo d’investire? Il motivo è (presto) spiegato: studiarne le caratteristiche e l’andamento tendenziale permettere di individuare le aziende e le società più innovative, meglio posizionate per sfruttare i benefici del progresso e, quindi, possibili protagoniste del domani.

Sono innumerevoli i casi di gruppi bancari che, nel corso degli ultimi anni, hanno deciso di lanciare fondi azionari tematici sui megatrend nelle proprie strategie di gestione patrimoniale: le tendenze secolari si mescolano a quelle attuali in un lavoro di indagine e di ricerca continuo che vuole trovare le migliori opportunità d’investimento. La costruzione di un portafoglio a partire dall’analisi dei megatrend segue un processo accuratamente studiato, dove la selezione qualitativa e quantitativa delle aziende su cui investire si concentra sulla loro purezza tematica e la loro risposta ai cambiamenti.

Ogni investimento finanziario ha in sé una determinata percentuale di rischio: la ricerca di nuove opportunità non può fare a meno di guardare al lungo periodo, dove i megatrend rappresentano l’unico elemento affidabile di previsione di cambiamenti strutturali. La relazione tra società innovative e megatrend rappresenta un elemento cui prestare particolare attenzione: i due fattori beneficiano l’uno dell’altro, essendo proprio le realtà maggiormente proiettate al futuro, quelle capaci di trainare i megatrend, a costituire l’evidenza tangibile di una crescita significativa.